Orario

13-12-2018

Il giorno 31 dicembre faremo orario continuato dalle 9,30 alle 18.
Intanto Buone Feste!

LE PULCI (storia di una silenziosa invasione).

20-06-2018

LE PULCI (storia di una silenziosa invasione).

Le pulci sono insetti di colore bruno, lughi 1-4 con il corpo appiattito lateralmente e privi di ali, ma con zampe poseriori robuste modificate per il salto. Sono dotate di un apparato buccale è di tipo pungente-succhiante. Le pulci che abitualmente parassitano i nostri animali domestici sono Ctenocephalides Canis (cane), Ctenpcephalides felis felis (gatto, cane), esisue inoltre un altra specie Archaeopsilla erinacei in grado di intestare porcospino e cane.
La prima cosa da prendere in esame per approcciare in modo corretto il problema della pulicosi (infestazione da pulci) è il suo ciclo vitale: solo conprendendolo in tioto si può approcciare in modo concreto al controllo del parassita stesso. Durante il suo ciclo biologico la pulce va incontro ad una metamorfosi completa da uovo ad adulto paddando attraverso gli stdi intermedi di larva e pupa. Partiamo dunque con ordine: gli adulti infetano l'ospite dove effettuano immediatamente un pasto di sangue (il 24-60% di C. Felis entro 5 min) fondamentale per l'accoppiamento e la deposizione delle uova. Durante il pasto che può durare da 18 a 25 miuto l' insetto può asumere fini a 10-15 volte il suo peso corporeo, inizia ad eliminare feci (talvolta unico segnale della sua presenza-pasaggio sull' ospite) dopo 2-6 minuti. Dopo 24-36 ora dalla colonizazione dell' ospite la pulce inizia a deporre uova 15-20 al giorno (crica 2000 in una vita) con picchi durante il sonno degli animali. Dal corpo dei nostri animali domestici dunque le uova cadono a terra, fuoriescono le larve di primo stadio che sono scarsamente mobili e si nutrono di feci e detriti, per poi evolversi in larve di secondo stadio fotofobiche e più mobili portate quindi a dirigersi verso anfrattuosità (battiscopa, tappeti) dove diventeranno larve di terzo stadio prima di trasformarsi in pupa. Quast'ultima, in ci si forma l' nmsetto adulto, è la "fase di resitenza" pressocchè inattaccabile, le pupe sono infatti resistenti a gelo, essicamento ed insetticidi. La pulce adulta emerge dopo 2 settimane ma in condizioni non favorevole può persitere come pupa per alcuni mesi, se on trova invatti l'ospite su cui compiere il pasto di sangue l' insetto adulto morirà per disidratazione od esaurimento delle fonti energetiche nell' arco di 36-48 ore. La descrizione del ciclo biologico del parassita finora descitta ci porta a fare una considerazioen fondamentale: le forme adulte che vivono sui nostri "coinquilini" rappresentano" circa il 5% per cento a fronte di un 95% di forma immature (uova, larve e pupe) disseminate nell' ambiente domestico. Tale conoscenza deve essere alla base del concetto integrato di lotta alle pulci considerando sia la lotta sull' animale con insetticidi adatte che le forme immature attraverso inibitori di crescita per le forme larvali già contenuti in alcuni spot-on , che la lotta ambientale rimuovendo le forme immature resistenti in modo meccanico.
La lotta alle pulci deve essere efetuata in modo trsversa el efficace in quanto questio insetto è in grado di nuocere in diversi modi: in primis va considerata l' azion depaupertiva che è in grado di compere soprattutto in caso di infestiazioni massive portando l' ospite a quadri anemici anche molto gravi, senza dimenticare uil ruolo di vettore di latri patogeni quali dypilidium caninum

LA GIARDIA: UN NEMICO SOTTOVALUTATO

02-03-2017

La Giardia ( nome scientifico Giardia lamblia) è un parassita unicellulare molto diffuso anche in Italia;provoca una infiammazione intestinale acuta, con tendenza a cronicizzarsi, nei cani e nei gatti infetti.
In condizioni igieniche non ottimali può passare anche all'uomo, è infatti un parassita non specie specifico e attacca tutti i mammiferi.
Fonte di contagio è l'acqua, prima di tutto, ma anche cibi infettati e residui fecali, sembra che il diffusore in ambiente cittadino sia il topo, e anche il ratto.
La malattia è ad oggi molto diffusa anche nei canili e negli allevamenti, in quanto non ancora ben conosciuta e quindi sottostimata; proprio per questo la assoluta maggioranza dei casi che osserviamo riguarda i cuccioli di entrambe le specie, acquistati o trovati che siano.
I sintomi sono molto generici ( diarrea, vomito sporadico, stato complessivamente scadente dell'animale, forfora, ritardi di crescita) e spesso sia i proprietari che alcuni veterinari non la considerano fra le possibili cause di malattia.
La diagnosi è invece piuttosto semplice, basta fare un rapido test antigenico sulle feci ed in meno di dieci minuti si può avere la risposta.
La cura è un po' più complicata, in quanto bisogna sottoporre l'animale a diversi cicli di uno specifico antiparassitario, o di un certo antibiotico, ad alte dosi., e poi verificare la estinzione del parassita ripetendo il test diagnostico. Oltretutto, pur guarito dal parassita il paziente può mantenere sintomi generali di maladigestione per mesi.
Un controllo ecografico, per verificare lo stato dell'intestino e dei linfonodi addominali, una dieta opportuna e terapie di supporto lo condurranno comunque a guarigione.

ARRIVA UN CUCCIOLO… SENZA PELI!

02-03-2017

E dopo i fatidici nove mesi di attesa, è nato! La nostra famiglia, da oggi ha un componente in più, siamo diventati genitori, nonni, zii. Che meraviglia! Tutti siamo felicissimi, ma forse c’è qualcuno della famiglia che è un po’ preoccupato: il nostro cane!
Anche per lui, infatti, il nuovo arrivo è un evento, ma non sempre piacevole. Vediamo come possiamo aiutarlo a vivere bene questo momento importante, in modo che il futuro sia tranquillo per tutti i componenti del “branco”.
La prima cosa che dobbiamo prendere in considerazione è che per il cane un neonato umano non è immediatamente riconoscibile come cucciolo d’uomo: ha un odore diverso, si muove in modo diverso e emette suoni diversi dagli adulti, anzi molto simili a quelli delle prede! Fino a quando il bimbo non cammina e parla (almeno sommariamente!), il nostro cane lo vede come una bestiolina strana e sconosciuta. Sta allora a noi fargli capire che il nuovo “oggetto” fa parte del suo branco e va trattato come uno di noi.
Non dobbiamo avere paura di farlo annusare al nostro cane. Quando ancora mamma e bimbo sono in ospedale, porteremo a casa le tutine da lavare e le faremo esplorare a Fido, in modo che cominci a familiarizzare con gli odori del pupo, e possibilmente, andremo a prenderli insieme a lui, in modo che la conoscenza avvenga in un terreno neutro e in casa entreremo tutti assieme.
Cerchiamo poi di mantenere il più possibile le abitudini del nostro amico. Non possiamo cominciare a vietargli il divano o di entrare in una stanza così, all’improvviso! In realtà non c’è nemmeno bisogno di farlo, il nostro cane non può attaccare nessuna strana malattia al bimbo, semmai (ormai dimostratissimo e pubblicato in varie riviste pediatriche!) la presenza degli animali in casa migliora la competenza del sistema immunitario dei bimbi e fa diminuire la probabilità di sviluppare allergie!
Chi scrive ha allattato i suoi figli perfino nell’ambulatorio veterinario dove tutt’ora lavora, e senza nessuna terribile conseguenza!
Quando il piccolino è presente, riempiamo d’attenzioni l’amico a quattro zampe, mentre se il pupo dorme, lo ignoreremo un po’. Fido deve associare i migliori momenti della sua giornata alla presenza del misterioso fagottino e non deve essere “cacciato” più in là se lo abbiamo in braccio o ci stiamo occupando di lui.
Il pianto del bimbo è un suono allarmante. Non brontoliamo Fido se si mette ad abbaiare o si agita quando lo sente! Cerchiamo magari di calmarlo, mostrandogli che la situazione è sotto il nostro controllo e non sta avvenendo niente di irreparabile.
Le uscite sono un altro buon momento di socialità, sfruttiamole cercando di portare fuori cane e bimbo il più possibile insieme: anche questo è un ottimo modo per far capire al cane che è un piacere avere in casa il piccolo “alieno”.
Non dobbiamo però pensare di “viziare” il nostro amico a più non posso per consolarlo dell’arrivo. Sarebbe controproducente, perché se Fido perde le sue abitudini, alimentari, di relazione, di uscite, di gioco, anche per eccesso, si sente più insicuro e quindi tenterà di ristabilire le cose a modo suo. Questo non deve accadere, perché il nostro cane (anche se molto intelligente) non deve mai condurre il gioco!
Insomma, non è difficile: usiamo un po’ di caro vecchio buon senso! Continuiamo a trattare il nostro cane come facevamo prima, senza né dimenticarlo né riempirlo di insolite attenzioni e nel frattempo facciamogli frequentare il nuovo arrivato senza particolari ansie!
L’unica cosa veramente da NON fare è quella di lasciarli soli. Non importa quanto consideriamo “buono” il nostro cane: può decidere di prendere il bimbo e portarcelo, ad esempio, e lo farà con la bocca! Quando il pupo gattona, può pensare di avere una sua risorsa in pericolo (ciotola dell’acqua, un giochino, la cuccia), e la difenderà con la bocca! Ricordiamoci che lo farebbe anche con un figlio suo, o con un fratellino, quindi dal suo punto di vista è tutto regolare, ma le conseguenze possono essere terribili, sia dal punto di vista fisico che emotivo!
Quindi, ancora buon senso e…. speriamo che sia femmina!

Buon Natale!

01-12-2015

Anche quest'anno sosteniamo l'ANT! Con 12 euro vi porterete a casa o la palla per l'albero piena di cioccolatini o un buonissimo profuma armad! Vi aspettiamo!

orario giovedì 12 novembre

05-11-2015

Si comunica alla gentile clientela che l'ambulatorio giovedì 12 novembre p. v. chiuderà alle ore 12.
Il pomeriggio farà orario normale 16, 00/19, 30.
Ci scusiamo per il disagio.

ORARIO DI APERTURA MESE DI AGOSTO 2015

31-07-2015

L'Ambulatorio Porta Lucchese informa che nel mese di agosto osservera'il seguente orario di apertura:dal lunedi'al venerdi 9.30-12.30 / 17.00-20.00 e sabato chiuso
Dal 10 agosto al 21 agosto compreso saremo aperti solo nel pomeriggio con orario 17.00-20.00

ORARIO DI APERTURA MESE DI LUGLIO 2015

10-07-2015

Si comunica alla gentile Clientela che nel mese di luglio l'ambulatorio osservera'il seguente orario:
dal lunedi al venerdi h.9.30 -12.30 e 17.00-20.00
sabato h.10.00-12.00

LE PULCI (storia di una silenziosa invasione).

11-11-2014

Le pulci sono insetti di colore bruno, lunghi 1-4 mm, con il corpo appiattito lateralmente e privi di ali, ma con zampe posteriori robuste modificate per il salto. Sono dotate di un apparato buccale è di tipo pungente-succhiante. Le pulci che abitualmente parassitano i nostri animali domestici sono Ctenocephalides Canis (cane), Ctenpcephalides felis felis (gatto, cane), esiste inoltre un altra specie Archaeopsilla erinacei in grado di intestare porcospino e cane.
La prima cosa da prendere in esame per approcciare in modo corretto il problema della pulicosi (infestazione da pulci) è il suo ciclo vitale: solo comprendendolo in toto si può approcciare in modo concreto al controllo del parassita stesso. Durante il suo ciclo biologico la pulce va incontro ad una metamorfosi completa da uovo ad adulto passando attraverso gli stadi intermedi di larva e pupa. Partiamo dunque con ordine: gli adulti infettano l'ospite dove effettuano immediatamente un pasto di sangue (il 24-60% di C. Felis entro 5 min) fondamentale per l'accoppiamento e la deposizione delle uova. Durante il pasto che può durare da 18 a 25 minuti l'insetto può assumere fino a 10-15 volte il suo peso corporeo, inizia ad eliminare feci (talvolta unico segnale della sua presenza-passaggio sull'ospite) dopo 2-6 minuti. Dopo 24-36 ora dalla colonizzazione dell' ospite la pulce inizia a deporre uova 15-20 al giorno (circa 2000 in una vita) con picchi durante il sonno degli animali. Dal corpo dei nostri animali domestici dunque le uova cadono a terra, fuoriescono le larve di primo stadio che sono scarsamente mobili e si nutrono di feci e detriti, per poi evolversi in larve di secondo stadio fotofobiche e più mobili portate quindi a dirigersi verso anfrattuosità (battiscopa, tappeti) dove diventeranno larve di terzo stadio prima di trasformarsi in pupa. Quest'ultima, in cui si forma l' insetto adulto, è la "fase di resistenza" pressoché inattaccabile, le pupe sono infatti resistenti a gelo, essiccamento ed insetticidi. La pulce adulta emerge dopo 2 settimane ma in condizioni non favorevole può persistere come pupa per alcuni mesi, se non trova infatti l'ospite su cui compiere il pasto di sangue l' insetto adulto morirà per disidratazione od esaurimento delle fonti energetiche nell'arco di 36-48 ore. La descrizione del ciclo biologico del parassita, ci porta a fare una considerazione fondamentale: le forme adulte che vivono sui nostri "coinquilini" rappresentano" circa il 5% per cento a fronte di un 95% di forme immature (uova, larve e pupe) disseminate nell'ambiente domestico. Tale conoscenza deve essere alla base del concetto integrato di lotta alle pulci agendo quindi sia sull'animale con insetticidi adatti, consigliati dal vostro veterinario, che sulle forme immature attraverso inibitori di crescita per le forme larvali (già contenuti in alcuni spot-on). La lotta deve essere poi anche ambientale, rimuovendo le forme immature resistenti, in modo meccanico, ad esempio con aspirapolvere e/o erogatori di vapore a cento gradi.
La lotta alle pulci è molto importante, non va sottovalutata, e deve essere scelto il metodo più efficace in quanto questo insetto è in grado di nuocere in diversi modi: in primis va considerata l' azione depauperativa che è in grado di compere soprattutto in caso di infestazioni massive: l'ospite può presentare quadri anemici anche molto gravi, che devono essere riconosciuti e curati velocemente, per non esitare in situazioni mortali.
Non va poi dimenticato che la pulce è anche portatrice di altri patogeni quali la tenia (dypilidium caninum), parassita dell'intestino dei nostri amici, che quindi andrà curata secondo la prescrizione del medico veterinario.

ARRIVA UN CUCCIOLO!

01-09-2014

Forse non ci avevate pensato, ma da qualche mese vi siete messi in casa un tenero discendente di …lupo!
Il nostro Fido infatti, pur con la sua aria dolce e coccolona, altro non è che il pronipote del fiero animale dei boschi, e come tale dobbiamo imparare a trattarlo. Ma non spaventatevi, non è poi così difficile, vediamo qualche regoletta che ci aiuterà a vivere con lui una lunga vita felice.
Cominciamo a pensare che già in utero, esattamente come avviene per noi umani, il cucciolo riceve stimolazioni dall’esterno, per cui già in questo periodo comincerà ad “apprendere”, ma occupiamoci più dettagliatamente dei periodi successivi, detti periodo neonatale, periodo di transizione e periodo di socializzazione.

Il periodo neonatale inizia ovviamente con la nascita. E’ un momento in cui il cucciolo sembra “inerte”, ma in realtà è già in grado di percepire due ben definiti tipi di stimoli, quello termico e quello tattile; proprio attraverso questi il neonato sa trovare la mammella, fonte primaria di nutrimento, e assicurarsi così la sopravvivenza. Quasi per niente sviluppati invece gli altri sensi, infatti il piccolo Fido non ci vede e non ci sente (capta solo le vibrazioni che si propagano attraverso le ossa craniche), non dispone ancora dell’olfatto, e si muove strisciando. Non è nemmeno capace di defecare e urinare da solo, lo aiuta la mamma, girandolo sulla pancia e leccandolo vigorosamente.
Questo periodo si fa terminare all’apertura degli occhi, cosa che può avvenire dal 10° al 15° giorno circa.
Successivamente inizia il periodo di transizione che dura fino a circa 3 settimane . Gli occhi e il condotto uditivo si aprono (in momenti diversi) e Fido comincia a vedere e sentire. Il suo sistema nervoso si sta trasformando, con una grande proliferazione di cellule nervose fra le quali si formano numerosissimi collegamenti, che serviranno a gestire le informazioni in arrivo dal mondo esterno.
In questo periodo inizia l’attaccamento alla madre, importantissimo in quanto solo imitando i comportamenti materni, Fido saprà di essere un cane, e imparerà a comportarsi di conseguenza per tutto il resto della vita.
Dalla terza alla dodicesima settimana, più o meno, inizia il periodo più importante nella vita del nostro piccolo Fido: il periodo di socializzazione.
Questo viene detto anche sensibile perché mai come ora il sistema nervoso del nostro amico sarà sensibile a stimolazioni di ogni tipo.
In questo momento il sistema nervoso è ricco di connessioni (sinapsi) che permettono al cucciolo di captare e integrare ogni tipo di stimolo. Di queste però rimarranno funzionanti solo quelle che saranno stimolate, le altre verranno distrutte. Proprio per questo motivo è molto importante che Fido durante il periodo di socializzazione abbia più contatti e più stimoli possibile, per lo meno a tutti quelli che poi troverà costantemente nella sua vita. Questo deve essere fatto con gradualità e tranquillità, in modo da portare a quello che in gergo è chiamato il fenomeno della impregnazione. Se il piccolo Fido potrà ad esempio sentire tutti i rumori di casa (aspirapolvere, suonerie dei telefoni, elettrodomestici vari ecc.) ma potrà anche sottrarsi ad essi, pian piano imparerà a conviverci, se invece le stesse cose gli saranno imposte senza una via di fuga, risponderà con ansia e paura. Questo vale anche per i rumori della città, gli altri cani, altri animali con cui debba convivere, i vari mezzi di trasporto e via dicendo. Si abituerà a tutto, in questo periodo, a patto che gli venga proposto nel modo adeguato.
Ricordiamoci che è in questo periodo che noi adottiamo il nostro amico, per cui giochiamo un ruolo fondamentale nella sua socializzazione.

Ecco ci siamo, finalmente ce lo siamo portato a casa! E ora?
Ora dobbiamo, almeno per un primo periodo, sostituirci alla sua mamma vediamo come.
LA SOLITUDINE
E’ normale che un cucciolo abbia paura se viene lasciato solo, soprattutto in un ambiente nuovo, e magari la notte.
In natura infatti i piccoli non vengono mai lasciati soli a lungo, perché con le loro grida attirerebbero i predatori nella tana, e il nostro piccolo Fido piangendo, fa solo quello che il suo corredo genetico gli consente: chiede aiuto.
Possono essere d’ausilio in questo momento i feromoni d’appagamento, che si trovano in commercio come diffusori elettrici, e che corrispondono all’ ”odore” della mamma quando lo allattava.
E’ poi bene che sia assegnato a Fido un posto dove dormire, ad esempio una cesta o una branda, che sia facilmente spostabile. All’inizio sarà posizionata vicino a voi, poi col tempo potrete allontanarla e portarla dove vorrete che dorma da grande.
Durante il giorno cercate di non lasciarlo solo per ore, e soprattutto in modo brusco. Prendere le ferie per passare i primi giorni sempre insieme e poi rientrare al lavoro di punto in bianco non è una buona idea: ricordate che TUTTO va presentato in maniera GRADUALE.
Coccolare ed accudire un cucciolo di meno di quattro mesi NON SIGNIFICA VIZIARLO, ma solamente STABILIRE CON LUI IL GIUSTO LEGAME AFFETTIVO, che sarà l’unica base per la vostra futura relazione con l’adulto. Se manca questo legame sarà molto difficile che vi consideri il vostro leader e vi dia ascolto in ogni situazione!! Ubbidireste a qualcuno che non stimate o peggio di cui avete paura, solo perché ve lo ordina?
Il DISTACCO è un processo NECESSARIO ma (mi ripeto) GRADUALE, che inizierà verso il quarto mese per protrarsi fino al sesto e oltre.

DOVETE PROPRIO LASCIARLO SOLO
Cominciate a farlo per periodi brevissimi, poi li allungherete
Riducete al minimo i riti di partenza e rientro
Mettete i feromoni
Lasciate al cucciolo qualcosa con cui passare il tempo ( osso di pelle, kong, magic cube ecc.)
All’inizio uscite dopo che ha mangiato, fatto i bisogni e giocato: avrà sonno e si accorgerà meno di essere solo.
Non lasciatelo in giardino: in casa si sente più protetto e per un piccolino un territorio troppo esteso è fonte d’ansia.

I PASTI
Oltre che da un punto di vista nutrizionale il pasto è molto importante per il futuro inserimento sociale del cane nella famiglia. Infatti, secondo l’etologia canina, è il capo che gestisce il cibo: l’individuo a capo del branco mangia per primo, non osserva gli altri mentre mangiano e sceglie se e quando ritornare a finire ciò che ha lasciato. E’ dunque necessario porre subito delle regole, che una volta apprese faciliteranno la vostra vita e anche quella del cucciolo!
Fino ai 4 mesi di età Fido dovrebbe fare 4 pasti al giorno, in orari il più possibile regolari. Una volta superati i 4 mesi si può passare alla somministrazione di 3 e poi, con gradualità di 2 pasti al dì; sconsigliabile la monosomministrazione giornaliera del pasto, in quanto le energie non vengono dosate in maniera equilibrata e in alcune razze aumenta anche il rischio di torsione gastrica.
Al di fuori dei pasti principali, il piccolo (ma anche quando sarà adulto) non deve ricevere cibo se non come premio ad un esercizio o a un comportamento eseguito correttamente.
Il proprietario non deve assistere ai pasti del cane.
La ciotola è del proprietario! Si lascia a disposizione del cane per un limitato periodo di tempo, di solito 10-20 minuti, quindi deve essere tolta. Se il cibo non fosse terminato è lo stesso, si ripresenterà al pasto successivo.
Il cucciolo può, ed è anzi meglio se lo fa, assistere al nostro pasto, ma per nessun motivo (richiesta, pretesa, elemosina) ricevere cibo dalla tavola. Per non cedere alle sue “strazianti” richieste basterà ignorarlo, conversndo con gli altri o concentrandosi su qualcosa che non sia lui; dopo qualche pasto il piccolo Fido imparerà, se NON ha MAI ottenuto né cibo né attenzione, che non serve a niente chiedere e si metterà buono ad aspettare la sua ciotola.
Cedere saltuariamente alle richieste non fa altro che RINFORZARLE! In questo modo il comportamento sbagliato aumenterà.
Se Fido mangia nello stesso luogo nostro, dovrà mangiare dopo di noi: si mangia, si sparecchia e POI si dà da mangiare a lui.
INSEGNARE A FARE I BISOGNI FUORI CASA

Contrariamente a quanto si crede, il nostro amico NON impara a fare i bisogni in modo corretto se viene punito quando elimina in casa. In questo modo impara solo che è vietato fare pipì o cacca, e non potendo trattenersi dal farlo, imparerà solo a farla di nascosto.
Punire Fido al ritorno a casa, quando il “fattaccio” è già avvenuto, è ancora peggio: la PUNIZIONE (se necessaria, ma in questo caso NON lo è) DEVE AVVENIRE DURANTE L’AZIONE SGRADITA, O AL MASSIMO ENTRO 0,5 SECONDI DA QUESTA, altrimenti il nostro amico non collega azione-punizione e non capisce assolutamente cosa vogliamo da lui. Inoltre punire il cucciolo al rientro non farà altro che metterlo in ansia: egli non può fare a meno di fare i bisogni e collegherà la loro presenza al fatto che quando torniamo lo puniremo, continuando però a non capire perché.
ALLORA COME FARE?
Ricordiamoci che Fido non ha il controllo completo degli sfinteri fino al 4° mese (a volte anche oltre), quindi per lui è inevitabile urinare o defecare ogni 2 o 3 ore.
I momenti più probabili sono dopo il sonnellino e i pasti, per cui vale la pena di portarlo fuori proprio allora.
Il miglior modo di procedere è quello di portarlo fuori spesso e con regolarità e aspettare a rientrare che abbia fatto almeno una volta pipì. Appena avrà terminato, quando si gira per vedere cosa ha fatto, dategli subito un premio (carezza con lodi o bocconcino)
Teniamo presente che comunque in corso di insegnamento, può capitare qualche incidente. Non allarmiamoci: il piccolo non ha “dimenticato” che non deve sporcare in casa, ma ha semplicemente…perso un’occasione!
La tecnica del giornale o della traversa stesa in casa non dovrebbe essere adottata: serve solo a ritardare l’apprendimento del cucciolo a uscire e sporcare fuori. Se abbiamo già cominciato, possiamo mettere il giornale appena fuori della porta, così che intanto sia invogliato ad uscire, poi inizieremo il nostro giretto.
GUINZAGLIO e COLLARE
Siamo portati a pensare che per un cane sia “normale” portare collare e guinzaglio. In realtà per un piccolino si tratta di oggetti fastidiosi, quindi per farglieli accettare è necessario PROCEDERE PER GRADI.
Teniamo conto delle sue dimensioni quando sceglieremo il collare, che sarà il più leggero possibile, meglio se di nylon; questo vale anche per il guinzaglio, lungo al massimo 1,20 mt e con moschettone poco ingombrante.
Da evitare i collari a strozzo o a semistrozzo, o peggio ancora con le punte.
All’inizio Fido percepirà il collare come un oggetto molto sgradevole e tenterà di toglierselo con tutte le forze. Cominciamo quindi con pochi secondi, aumentiamo poi poco a poco e mentre ha il collare giochiamo con lui o diamoli da mangiare, in modo che colleghi la sua presenza a eventi piacevoli.
Una volta abituato al collare passeremo al guinzaglio, sempre lasciandoglielo per poco, in casa e durante momenti piacevoli. Nel giro di pochi giorni possiamo cominciare a tenere il guinzaglio in mano, prima in casa e poi fuori. Ricordiamoci di non tenerlo mai teso, ma sempre morbido.

IL GIOCO e LA CALMA
Il nostro cucciolo deve imparare a dosare le proprie energie, e soprattutto deve imparare che c’è un tempo per giocare e uno per stare calmi e che chi decide siamo noi. Questo ci permetterà in futuro di avere un maggiore e migliore controllo sul nostro cane, mentre a lui servirà per imparare l’autocontrollo.
COME FARE:
Portiamolo in una zona tranquilla (meglio se recintata) all’aperto e lasciamolo per 10-15 minuti libero di giocare. Se si allontana più di circa 20 metri, chiamiamolo mentre ci spostiamo in direzione opposta e poi accucciamoci con un bocconcino in mano. Fido, attirato dalla fuga e dalla posizione di pace, trotterellerà felice verso di noi e sarà premiato al suo arrivo. Ripetiamo questa sequenza 2 o 3 volte, ogni volta che lui si allontana.
Richiamiamo poi Fido con lo stesso sistema, ma questa volta tratteniamolo a giocare con noi. Ricordiamoci di farlo sempre da accucciati, senza movimenti bruschi e repentini, manipolandolo con dolcezza e assecondandolo. Continuiamo per 5 minuti.
Fatto questo alziamoci e lanciamo un giochino che ama: non vogliamo che lo riporti, ma solo che si diverta per altri 5 minuti.
A questo punto lo chiamiamo di nuovo a noi, ma al suo arrivo gli mettiamo il guinzaglio e ci sediamo. Sicuramente non sarà dello stesso parere e tenterà ancora di giocare e fare confusione: noi faremo le statue, ignorandolo completamente! Quando si sarà rassegnato e si metterà calmo accanto a noi, aspetteremo un paio di minuti e poi faremo cadere, senza parere, un bocconcino davanti al suo musetto; se resta calmo ripeteremo questa cosa 2 o 3 volte: capirà che stare calmi premia. Dopo 10 minuti di calma torneremo a casa. In questo modo capirà anche che chi decide non è lui, ma voi, il leader del suo “branco”!






MA DEVE MORDICCHIARE?
E’ perfettamente normale che un cucciolo fino a 6 mesi (dentizione definitiva) mordicchi i suoi giochi. NON E’ NORMALE CHE MORDICCHI LE NOSTRE MANI.

Se lo fa proviamo ad agire come segue:
Sediamoci a terra e invitiamolo a giocare con una nostra mano. Nell’altra teniamo il suo giochino preferito.
Non appena inizia a mordicchiare la mano, facciamogli vedere il giochino e diamoglielo, possiamo anche lanciarglielo, ma vicino a noi perché all’inizio non riesce a seguirlo molto lontano.
Se nonostante i vari tentativi fatti per distrarlo dalla mano, volesse continuare a morderci, ALZIAMOCI E ANDIAMOCENE, facendogli così capire che se non gioca come vogliamo noi, non gioca affatto.
Questa è una forma efficacissima di punizione: la punizione negativa. Se non fai quello che voglio, non ti do una punizione, ma ti tolgo un premio, una cosa cui tieni molto, in questo caso la mia attenzione. Il premio arriverà quando avrà il giusto comportamento, ma ricordiamoci che anche in questo caso, il piccolo Fido non potrà imparare in un giorno. Saranno necessarie più “sessioni”, ripetute costantemente per arrivare a un apprendimento che rimanga.
Nello sciagurato caso che non riusciate ad estinguere questo comportamento, si potrebbe essere di fronte a una patologia comportamentale che però va affrontata in sede diversa da questa.

LE OPERAZIONI DI PULIZIA
Fino da appena arrivato a casa, è bene che Fido si abitui ad essere manipolato da noi, esattamente come lo era con la sua mamma. Ogni giorno, quindi, passiamo 5-10 minuti a carezzarlo in tutte le parti del corpo, tocchiamoli bocca (compresi i denti), naso, orecchie, occhi, zampe ecc.. Abituiamolo anche alla spazzola, e ricordiamoci che così facendo ci stiamo assicurando una futura gestione anche sanitaria facilitata.
Prima o poi Fido potrà aver bisogno di cure e ingaggiare furiosi corpo a corpo per dare una compressa o pulire un orecchio, sfinisce anche il più motivato dei proprietari! Se invece sarà abituato a farsi toccare da noi, se lo farà fare anche nel momento del bisogno.







Come ultima cosa ricordiamo (se ce ne fosse bisogno!) le 2 regole base
1. Il controllo dell’iniziativa: in qualsiasi genere di attività deve essere sempre e solo il proprietario (il leader) a prendere l’iniziativa. Questo vale dall’uscita, al gioco, alla pappa ecc.
2. Niente nella vita è gratis: per avere qualsiasi cosa di gradito (e di conseguenza di valore) Fido deve dimostrare qualcosa in cambio, cioè l’adesione alle richieste del leader.

Applicando costantemente queste due regole il cane si tranquillizza e si rilassa, poiché riceve l’inequivocabile informazione che sappiamo il fatto nostro, sappiamo organizzare e coordinare l’attività del branco, sappiamo rivestire il ruolo di guida e quindi ci si può affidare con fiducia e serenità.

Per informazioni e appuntamenti

29-11-2013

siamo reperibili ai recapiti 3333989486 Dott. Pacini 3394050486 Dott.ssa Ballotti